Le conseguenze della Brexit sulla scienza e la tecnologia del Regno Unito

Horizon 2020 Joint European Torus Esa European Space Cooperation Galileo Navigation System
Brexit

Difficile ignorare cosa stia accadendo ora nel Regno Unito con il caos creato dal post- Brexit. Ma non faccio politica su The Earthian Hivemind (il blog personale dell’autore sul quale è stato pubblicato  l’originale di questo articolo n.d.t.) per una scelta precisa. Infatti scrivo già abbastanza a questo proposito in altre sedi,  e ci sono alcune edizioni che toccano molti argomenti trattati qui – vale a dire la ricerca e i programmi spaziali. Oggi elencherò alcuni argomenti di cui mi occuperò diffusamente nei prossimi articoli, collegati al modo in cui le cose cambieranno, in primo luogo quelli attinenti allo spazio.

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Horizon 2020

Programmi di ricerca finanziati dall’UE: la maggior parte degli scienziati britannici vorrebbe continuare a  partecipare. Secondo un sondaggio condotto dalla rivista Nature, la spinosa questione se il Regno Unito debba o no rimanere nell’Unione Europea, tema del referendum nazionale svoltosi il 23 giugno, ha diviso tutta la popolazione quasi uniformemente. La maggior parte degli scienziati (sui quasi 2.000 ricercatori che vivono nell’UE, con residenza legale sia all’interno che al di fuori del Regno Unito) desiderano che il paese rimanga all’interno della UE. Quanti di loro hanno votato per rimanere? L’83% dei ricercatori britannici, afferma il sondaggio. Per un valido motivo: 

dal 2007 al 2013, il Regno Unito ha pagato €5.4 miliardi ($6 miliardi) per finanziare la scienza nell’UE ed ha ricevuto €8.8 miliardi di fondi per la ricerca. Nessun altro stato membro della UE riceve più fondi dal Consiglio Europeo di Ricerca” (Physics Today, 24 Giugno 2016).

Il Regno Unito ha appena detto addio a questi fondi? Non necessariamente e non subito. Probabilmente Horizon 2020 non sarà enormemente colpita (per ragioni di tempistica), ma ciò che accadrà in seguito dipenderà dalle condizioni dell’uscita e dal tipo di accordo della nuova associazione che le due parti stipuleranno (allo stesso modo della Norvegia? della Svizzera? Nessuno dei due? Troppo presto per dirlo).

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European Space Agency

Cooperazione europea nello spazio, ricerca condotta principalmente dallESA. Questa probabilmente è l’area che sarà meno interessata, poiché l’ESA non è semplicemente un’iniziativa dell’UE e, mentre oltre la metà del tetto di spesa (60%) viene dall’UE, la sua leadership ha sempre mostrato una notevole autonomia (persino eccessiva, secondo Bruxelles). Del resto, l’ESA include già due membri titolari – la Norvegia e la Svizzera – che non fanno parte dell’UE, con il Canada come socio membro dell’ESA.

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Joint European Torus

Joint European Torus, il programma sperimentale europeo per i reattori a fusione. Qui le cose stanno in maniera diversa e gli effetti negativi probabilmente saranno enormi. Il Torus è situato presso il Culham Centre for Fusion Energy nel Regno Unito, ma in gran parte sovvenzionato dall’Unione Europea e, come minimo, il Regno Unito dovrà pagare per accedere al programma una volta uscito dall’UE.

 

Horizon 2020 Joint European Torus Esa European Space Cooperation Galileo Navigation System
Galileo Navigation System

 

Il sistema di navigazione Galileo, satelliti compresi. Il Regno Unito svolge un ruolo fondamentale qui, con un’azienda, la Surrey Satellite Technology Ltd (SSTL), collaboratore principale per il carico utile di componenti elettronici del sistema di navigazione Galileo. Questo diventerà un problema reale, poiché l’UE possiede il programma e la rete di misurazione del tempo e della navigazione. Per maggiori dettagli su questo argomento complicato, vedere qui.

Ma la Brexit è una cattiva notizia per tutti, non solo per il Regno Unito:

“La scienza progredisce grazie alla permeabilità delle idee e della gente e fiorisce negli ambienti che raggruppano le persone intelligenti , minimizzano le barriere e sono aperti alla collaborazione e al libero scambio”. (Premio Nobel Paul Nurse, The Guardian, 24 Giugno 2016)”

La cosa peggiore in tutta questa storia è che il clima di cooperazione e di ricerca comune che ha reso l’Europa un centro mondiale delle scienze fisico-biologiche appartiene probabilmente al passato. Cosa accadrà, non lo sa nessuno.

Titolo originale: “Costs of short short-sighted politics – Brexit consequences for UK S&T” , pubblicato  su The Earthian Hivemind il 25 giugno 2016

 

Traduzione di EMANUELE FOCARELLI

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