La sonda New Horizons si fa strada nella Fascia di Kuiper

1994 JR1 2014MU69 fASCIA DI kUIPER FLYBY KBO TNU

Abbiamo recuperato tutte le informazioni dei flyby di Plutone e Caronte eseguiti da New Horizons nel 2015, l’ultima delle quali è stata ottenuta il 25 ottobre del 2016. Ma l’analisi dei dati è un processo lungo e affascinante, con nuovi articoli che spuntano sulle riviste e nuove scoperte che ne vivacizzano le pagine. Nel 2016 Il team di scienziati di New Horizons ha presentato quasi 50 articoli scientifici, e prevediamo che il flusso delle pubblicazioni continuerà con lo stesso ritmo man mano che la sonda penetra sempre più in profondità nella Fascia di Kuiper.
New Horizons è infatti un’impresa davvero a lunga scadenza, come ha spiegato Alan Stern nell’ultimo numero del suo PI’s Perspectives (la rubrica che cura nel sito dedicato alla sonda in qualità di Principal Investigator della missione New Horizons, nde). Abbiamo un incontro con un piccolo oggetto della Fascia di Kuiper (KBO) chiamato 2014 MU69 a cui pensare, e colpisce la simmetria a cui allude Stern nel suo articolo. Due anni fa New Horizons si era appena risvegliato dalla sua ibernazione per prepararsi all’incontro con Plutone e Caronte, ed esattamente tra due anni staremo nuovamente gestendo un afflusso di dati con l’avvicinarsi dell’ultimo obiettivo di New Horizons.
Ma 2014 MU69 non è l’unico KBO in gioco, come descrive Stern:

Nei primi mesi del 2017 la nostra camera astronomica LORRI (Long Range Reconnaissance Imager) inizierà l’osservazione di una mezza dozzina di oggetti. Le osservazioni, come quelle fatte nel 2016 su un’altra mezza dozzina di KBO, hanno lo scopo di capire meglio le orbite, le proprietà, le forme, il sistema di satelliti e la frequenza di anelli attorno a questi oggetti. Queste osservazioni non possono essere eseguite da telescopi terrestri, dal telescopio orbitale Hubble, o da qualsiasi altro strumento spaziale, perché sono tutti o troppo lontani oppure nell’angolazione sbagliata. Si tratta di un compito che solamente New Horizons potrà portare a termine.

1994 JR1 2014MU69 fASCIA DI kUIPER FLYBY KBO TNU

Consideriamo che 2016 MU69 si trova a quasi 6,5 miliardi di km da noi e chissà quando ci capiterà ancora di inviare una sonda così in profondità nel Sistema Solare esterno. La risposta ha a che fare tanto con i finanziamenti quanto con le nostre tecnologie, dato che negli ultimi 40 anni è stato esaminato un grande assortimento di sonde per le missioni nello spazio. Ogni nuova missione che viene lanciata nello spazio profondo alimenta l’interesse del pubblico, ma il fenomeno è di breve durata, e, sebbene di questi tempi l’esplorazione spaziale sembri essere di gran moda al cinema, sarà difficile vedere un seguito di New Horizons nell’immediato futuro.
Ciò nonostante sono ottimista nel lungo termine, dato che il tipo di lavoro richiesto per una missione di tale complessità opera una sua sorta di magia. Tempo fa ho scritto a proposito dell’abilità di Vera Rubin nel trasmettere ai giovani scienziati con cui ha lavorato non soltanto il suo amore per le stelle ma anche i suoi principi di tenacia, curiosità e desiderio di esplorazione. Allo stesso modo, una missione eseguita con la precisione di New Horizons deve essere vista come un esempio da tutti gli scienziati in erba, una generazione di giovani fra i quali in futuro nasceranno sicuramente alcuni studiosi importanti come Alan Stern.

New Horizons è molto distante da casa, e nel corso dell’inverno approfitteremo della sua posizione per fare delle misurazioni dell’idrogeno presente nell’eliosfera (usando lo spettrometro ad ultravioletti ALICE) e delle particelle cariche e delle polveri (attraverso gli strumenti SWAP, PEPSSI, e SDC). Quello che è diverso nelle missioni spaziali di oggi è che qualsiasi studente con un computer può approfondire tutto questo seguendo i tweet dei ricercatori, esplorando le idee sui blog e leggendo direttamente i comunicati provenienti dal team di missione. I giorni dell’Apollo sono stati fantastici ma non potevamo stare a contatto diretto con una missione come riusciamo a fare oggi con New Horizons, Dawn o Rosetta.

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Ci saranno varie cose da seguire nei primi mesi del 2017 quando New Horizons farà una nuova correzione di rotta, ma poi il veicolo spaziale entrerà di nuovo in ibernazione fino a settembre, quando inizierà un nuovo ciclo di osservazioni sui KBO. Come ha spiegato Stern, l’inizio delle operazioni per il flyby di 2014 MU69 sono previste per il luglio 2018, vale a dire che mentre il veicolo è ibernato il team di missione scriverà e collauderà la sequenza di comando per il flyby, che avrà luogo il 1 gennaio 2019.
Quindi le avvincenti sequenze di una missione nello spazio profondo possono essere seguite di continuo sia dallo spazio che sulla Terra. Le prime osservazioni mai fatte di un oggetto della Fascia di Kuiper, eseguite dall’interno della Fascia stessa, sono ora pubblicate in un articolo sull’Astrophysical Journal Letters. L’oggetto in questione è 1994 JR1, studiato attraverso lo strumento LORRI dopo il flyby di Plutone e Caronte a una distanza di 1,85 UA, e sei mesi dopo ad una distanza di 0,71 UA. Le osservazioni precedenti sono state integrate con osservazioni simultanee del telescopio Hubble. Abbiamo imparato molto da queste prime osservazioni.
(15810) 1994 JR1 appare molto rosso (riferito all’inclinazione della curva spettrale) e osservazioni particolari effettuate da New Horizons hanno mostrato che JR1 ha una superficie assai rugosa, indizio della presenza di molti crateri. Hanno anche mostrato che il periodo di rotazione di JR1 è di 5,47 +/- 0,33 ore, più veloce della maggior parte dei KBO di simili dimensioni. 

1994 JR1 2014MU69 fASCIA DI kUIPER FLYBY KBO TNU

Dal sommario dell’articolo:

New Horizons ha inoltre rilevato l’interazione di questo KBO con i corpi celesti attorno a lui: le perturbazioni di Nettuno portano Plutone e JR1 ad avvicinarsi ogni 2,4 milioni di anni, quando Plutone può perturbare a sua volta l’orbita di JR1. Future fotometrie di JR1 effettuate da Terra potranno essere usate per precisare al meglio il periodo orbitale e permettere stime preliminari del profilo e dei poli di JR1. Queste prove di osservazione a distanza dei KBO dimostrano che, grazie al prolungamento della missione, New Horizons sarà sicuramente in grado di osservare dozzine di KBO durante l’attraversamento della Fascia di Kuiper.

Questo continuo studio del Sistema Solare esterno catturerà l’attenzione delle persone che stanno facendo i loro primi passi nell’astronomia e nell’astronautica. Chi può dire quali carriere verranno plasmate da questi studi, e quali nuovi obiettivi la nuova generazione sarà in grado di darsi?

Traduzione di CARLO ALBERTO RASONI
editing DONATELLA LEVI e ROBERTO FLAIBANI

Titolo originale “New Horizons: Going Deep in the Kuiper Belt” di Paul Gilster.
Pubblicato su Centauri Dreams il 29 dicembre 2016.

FONTE: Porter et al., “The First High-Phase Observations of a KBO: New Horizons Imaging of (15810) 1994 JR1 from the Kuiper Belt,” Astrophysical Journal Letters Vol. 828, No. 2 (2016).Preprint disponibile

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